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mercoledì 21 ottobre 2015

Un tuffo in Marocco #incucina

Sono stata un po' assente dal blog ultimamente. In ogni caso ho pensato che per riempire il vuoto, perché al momento mi sto dedicando al 100% al progetto di Ancora e oltre, di proporvi la ricetta che da qualche settimana a questa parte è diventata la mia preferita. Si tratta dei deliziosi pancakes mille buchi della cucina tradizionale marocchina conosciuti come baghrir o crêpes mille trous per chi parla la lingua ufficiale. Le preparo tutte le volte che mi viene in mente il Marocco, il mio primo grande amore africano, quindi molto spesso per colazione o snack alternativo.
Non mi piacciono le ricette con pesatura ecc., più che altro mi mancano gli strumenti e lo spazio nella mia piccolissima cucina, quindi dopo aver studiato la ricetta è stata rivisitata a mio piacere e il risultato non cambia.

Gli ingredienti (per circa 15 baghrir)
- Un tot di farina di semola (circa 250gr)
- la metà di farina normale
- un cucchiaio di zucchero
- un pizzico di sale
- lievito istantaneo (per pane, focacce, pizza)
- acqua tiepida
- un uovo (facoltativo)

Poi dovrete unire tutti gli ingredienti con l'acqua e mescolare energicamente fino ad ottenere una pastella leggera e abbastanza liquida come quella dei pancake. Per voi, se proverete la ricetta, potete mettere tutto nel frullatore per qualche minuto. Dopodiché lasciate riposare per almeno 15 minuti. Cucinare in una buona padella antiaderente con un filo di olio fino a completa cottura solo da un lato. Risultato perfetto assicurato, io li mangio senza niente o solo con pasta di arachidi, in Marocco userebbero burro e miele scaldati insieme, voi anche marmellata o cioccolata a vostro piacere. In ogni caso il condimento andrà a riempire i mille buchi. C'è chi dice che si possono mangiare anche col salato ma io ho qualche dubbio.
Vi lascio sotto le foto dei miei baghrir e un video con i rumori dal cortile (se mettete gli ingredienti nel mixer i buchi si moltiplicheranno e risulteranno più regolari dei miei). A presto post più consistenti sullo sviluppo dei progetti in Ghana e altri progetti di vita. Baci&BuonAppettito







giovedì 19 marzo 2015

CucinandAggiornamento ⚓️


Evoluzione in cucina, sto imparando a preparare il banku vero e proprio! Dopo aver brillantemente imparato a cucinare il contorno per il mio piatto ghanese preferito con la salsa piccante e la zuppa di pesce oppure la squisita light soup (una zuppa di pomodoro) nelle settimane precedenti, mi cimento in nuove avventure culinarie. A tal proposito avevo già scritto un post che potete rileggere qui.

La mia cara amica Jane si prende sempre la briga di insegnarmi queste cose che intrecciano cibo, cultura e tradizioni.
Sono 'riuscita' a preparare il banku, con:
- 1 parte di  pasta di mais
- 1 parte di cassava grattugiata 
- 1 parte di acqua
- sale qb
- tanto tempo e forza per cucinare all'aperto sull'apposito sostegno della pentola caratteristica.
Insomma, con l'aiuto di Jane ce l'ho fatta, ma devo provare con una pentola più piccola perché quando gli elementi si addensano diventa molto impegnativo mescolare e tra il caldo del sole e del fuoco non è un'operazione semplicissima. Un ghanese qualsiasi, anche un bambino, riconoscerebbe la mia impacciataggine nel tenere il mestolo. Ecco.

Poi, mentre nel mondo ne succedono di cotte e di crude, continuo a tenervi aggiornati sulla raccolta fondi in atto, colgo anche l'occasione per ringraziare i donatori e sostenitori di questa campagna ad oggi. Ci sono solo otto giorni di tempo per raggiungere i $5.000 per costruire una scuola per 200 bambini di strada a Nkawkaw, dove seguo personalmente il progetto e i suoi sviluppi vivendo con la gente del posto. 
Potete aiutarmi in questa impresa e aiutarli? Anche una donazione piccola può fare tanto. 
Se il 27 marzo non raggiungeremo la cifra-obiettivo, Ancora of Hope riceverà comunque le donazioni ma non potrà continuare a raccogliere fondi su GlobalGiving. E auguri a tutti i papà!

Potete fare una donazione on-line qui, grazie!



venerdì 6 febbraio 2015

-l'insostenibile leggerezza dell'essere-

Ho fatto l'acquisto del secolo nelle scorse settimane durante la spesa al mercato. Lo strumento che non può mancare nella cucina di una casa ghanese, il grinder ovvero un piatto di coccio che può essere nero o rosso e viene usato per tritare manualmente qualsiasi cosa, ma soprattutto: peperoncino, cipolla, pomodoro (eventuale zenzero, aglio ecc.) per preparare la salsa deliziosa da gustare con il mio piatto preferito che è il banku, il piatto principe della tradizione culinaria ghanese. 
Come accennavo precedentemente si tratta di un gnocco grande come il pugno di una mano fatto con impasto di cassava (manioca) e mais, sale e acqua cucinato all'esterno a fuoco lento fino ad ottenere la consistenza desiderata. Dopodiché viene servito in diversi modi ovvero con diversi tipi di zuppe a base di verdure, carne o pesce ma il mio preferito è quello citato sopra, accompagnato da pesce fritto o dalla mia zuppa di pesce piccante. 
Per la miriade di amici e conoscenti veggy oriented il banku con la salsa tritata è un piatto già abbastanza sostanzioso.
Dopo diversi tentativi e l'assistenza di mani esperte sono diventata un'esperta della tritatura manuale, all'inizio è molto impegnativa per gli occhi ma ci si fa l'abitudine. 
Poi Jane, la proprietaria della casa dove sto da un mese e più, conosce perfettamente la mia passione per il banku e quando lo prepara per tutta la famiglia aggiunge anche la nostra parte :-)
Così oggi, dopo essere tornata da scuola, è venerdì quindi ho giocato a calcio con i marmocchi (anche per celebrare il passaggio alla finale dell'African Cup of Nations del Ghana che si giocherà domenica con la Costa d'Avorio) e aver fatto addormentare questa dolcezza, ho preparato un pranzetto con i fiocchi da consumare con la mano destra rigorosamente seduta sul pavimento. A voi il risultato. 


mercoledì 14 gennaio 2015

In the kitchen/chicken

Questa settimana ho deciso di scrivere un post leggero, sulla scia opposta ai disastri che ci circondano quotidianamente a casa, sulla via, nei corridoi infiniti delle vite altrui che si incrociano con le nostre e i nostri pensieri.
Questo post è dedicato agli amanti del cibo, a quelli che provano sempre qualcosa di diverso, che non sono schiavi dell'abitudine, che non si accontentano della prima versione e che guardano sempre altrove. 
Durante i mesi della mia permanenza in Italia dopo un lungo e intenso anno in Ghana pensavo solo ad un piatto che veramente avrei tanto voluto cucinarmi. I miei piatti preferiti della cucina ghanese sono due, anche se sostanzialmente mangio tutto quello che ritengo eticamente corretto..ecco i due piatti unici sono il banku, pesce e hot pepper (ma non è il piatto di oggi) e quello che ho sognato di cucinare ovvero il red red. Chi mi conosce dirà che doveva piacermi per forza visto il nome, in ogni caso è un piatto semplice ma allo stesso tempo molto gustoso se ben preparato. È una rivisitazione africana del contorno veneto preparato con fagioli e cipolla.
Serve: olio e sale qb, fagioli secchi, una cipolla e due platani maturi (sono fortunata ad essere arrivata in stagione e questo significa che al mercato centrale te li regalano). Oggi quindi dopo aver passato una mattinata tranquilla a sistemare la mia casetta e la cucina, che finalmente dopo il lavoro del falegname sembra un angolo cottura niente male e naturalmente ventilato, sono andata al mercato a fare la spesa e a parte l'acquisto della solita quantità di frutta e verdura mi sono adoperata per il red red. Il platano andrebbe fritto nell'olio di palma (quello non raffinato che si trova qui non dovrebbe essere così nocivo in teoria), a parte si cucinano i fagioli a vapore e alla fine si soffrigge un po' di cipolla per dare gusto e armonia al piatto. Vi lascio le foto del risultato qui sotto. Non so se alla vista possa essere invitante ma vi assicuro che è squisito. Grazie a tutti quelli che mi scrivono sempre, che mi salutano tramite altre persone e che sono sempre vicino a me in modi diversi. La mia esperienza di rientro in Ghana è molto completa e ricca ogni giorno di straordinarie avventure e miriadi di sorrisi. Qui a Nkawkaw, nessuno prova a pronunciare il mio nome, senza riuscirci, come ad Accra (tipo Loula, Noora, Noola, Doora e altre migliaia di combinazioni) sono per tutti Sista Adwoa ovvero il nome twi per una donna nata di lunedì. Molto semplice.

Il risultato