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Visualizzazione post con etichetta Accra. Mostra tutti i post
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venerdì 18 settembre 2015

VCE-MAD-ACC #andatasenzaritorno

L'altra sera, una delle tante sere senza corrente ho riguardato il film "The Terminal" (2004) e mi sono resa conto di non aver ancora scritto questo post.

Ci ho messo un po' di tempo a metabolizzare il mio rientro, definitivo o a lungo termine, perché in partenza ho avuto qualche problemino al counter dell'Iberia. 
Un problemino costato 1.287,60 euro tanto per essere presi per il c***.

Questo è quello che è successo, alla mattina mi presento al counter con largo anticipo e dopo aver assistito alla scena di persone adulte dirette in Ecuador un po' confuse, mi sono apprestata alla procedura del check-in. Peso valigie ok, quindi era tutto perfetto per me e invece no. La gentile assistente di volo mi dice che non posso volare perché non ho un biglietto di ritorno. E siccome lei non può decidere se imbarcarmi o no, devo aspettare le 6.00, quando arriverà la responsabile e deciderà il mio destino.
Puntualmente alle 6.00 dopo aver fatto sbollire un po' i nervi con un caffè ritorno dall'assistente di volo che in lontananza mi dice che devo comprare un biglietto di ritorno o non parto, cosciente del fatto che al Kotoka Airport non avrebbero mai controllato il mio biglietto di ritorno.
Vado alla biglietteria e la signora o signorina cerca cerca ma mi sembra un po' incapace. Mi dice che il biglietto costa un tot di euro e io le spiego che non volerò mai quindi o che mi trovi una tariffa stracciata che posso perdere o un biglietto rimborsabile. Passa la palla alla sua collega di Alitalia/KLM/AirFrance che alla fine mi trova un biglietto completamente rimborsabile, tranne i 25 euro di prenotazione alla bellissima cifra menzionata all'inizio. 
Era colpa mia, sì, avevo un visto turistico sul passaporto vidimato dall'Ambasciata del Ghana a Roma  ma non avevo un biglietto a/r che è la prima richiesta per ottenere un visto del genere. Perché? Beh sono andata in ambasciata con Adjei e dopo avermi fatto compilare due o tre carte mi hanno rilasciato il visto nel tempo di una pausa pranzo senza chiedere il biglietto che ancora non avevo all'epoca.
Alla fine alle 6.30 mi imbarca il bagaglio e so che devo fare in fretta altrimenti mi chiudono il gate d'imbarco alle 7.00. Il Marco Polo non è certo un aeroporto gigante però ci sono sempre le variabili dei controlli di sicurezza.
Quasi neanche il tempo di salutare per bene la mia mamma che si è dovuta sorbire tutta la trafila e alla fine quand'è tornata in parcheggio si è ritrovata Calimero con la batteria fusa, ma questa è un'altra storia. Io ero al gate pronta per l'imbarco dell'ultimo secondo.

 L'unico beneficio in tutto questo è stato il passaggio sulla terra spagnola e il meraviglioso aeroporto di Barajas, dal quale non sono uscita per la capatina al Reina Sofia come avrei voluto per scongiurare ulteriori sfighe non messe in conto. Essere passata di nuovo per Madrid è stato piacevole anche se si è trattato solo dell'aeroporto. Meglio che passare dalla gelida Amsterdam o dalla sconosciuta e immagino meravigliosa Istanbul. Però non credo volerò nuovamente Iberia su Accra, certo è leggermente più economica rispetto alla Turkish o KLM ma i soldi risparmiati non valgono le sedute che sono praticamente identiche a quelle di Ryanair con l'unica differenza che Madrid-Accra ci mette un po' di più di un paio d'ore. Cibo pessimo, non che gli altri, ma diciamo il peggiore tra il peggio. Niente musica, film o dettagli sulla rotta, niente di niente. 

Atterrata, Accra, Adjei per fortuna c'era lui ad aspettarmi con il suo sorriso meraviglioso, l'unico motivo per cui tutte le vicissitudini delle 12 ore prima non esistevano più. Ero di nuovo a casa. Di nuovo lo stesso odore dell'Africa, chi non l'ha mai provato non può conoscere. 
Ovviamente sempre grazie alla mia mamma è stato inoltrato il rimborso alla stessa biglietteria di Tessera perché al telefono "non si poteva fare" e spero arrivi presto. 
Intanto continuiamo con i progetti in loco che sabato iniziano con uno screening della vista dei bambini grazie ad un progetto in collaborazione con i Lions di Pieve di Soligo.

Saluti&Baci da Nkawkaw with love e buon weekend a tutt*

Ps.: Noi siamo in vacanza sia lunedì (Founder's Day) che giovedì (Eid  al-Adha) quindi organizzeremo una gita fuori porta, destinazione ancora ignota oppure un nuovo video come quello sul cacao :-)
Ah, e se per caso qualcuno mi volesse male per qualche strana ragione sappiate che i miei amuleti sono più forti!

martedì 25 agosto 2015

#AndataSenzaRitorno

Sono in partenza a tempo indeterminato per la mia Africa, quella con la a maiuscola. 
Finalmente, quanto me lo sono sudato e sognato questo traguardo in questi mesi che non passavano mai e soprattutto quanto sono felice di atterrare tra qualche ora a casa. In una delle più vibranti città dell'Africa intera per poi immergermi nella vita del Ghana della Regione orientale dove vivrò per qualche tempo. Sempre in quella cittadina impronunciabile di nome Nkawkaw...

Ho passato dei mesi bellissimi in Italia, in Spagna e anche qualche giorno in Croazia prima di ritornare alla vita e al sogno che continua. Adesso mentre scrivo dall'aeroporto di Madrid aspettando che esca in numero della porta d'imbarco mi rendo conto che il mal d'Africa famoso mi sta quasi abbandonando. Già sto sognando il momento in cui scenderò dall'aereo. Per chi ci è passato sa cosa voglio dire, appena si spalancano le porte dell'airbus solo l'odore dell'Africa, quell' odore distintivo che si sente solo in questa parte del mondo.
Non sono stata esente da qualche tensione prepartenza al Marco Polo che alla fine si è 'risolta' ma non voglio pensarci per oggi.

Per questi mesi di permanenza nel Bel Paese (non farò mai parte di quegli italiani all'estero che giammai l'Italia, l'Italia qua l'Italia là ecc.) ringrazio la mia famiglia intera, i miei amici tutti&tutte, anche tutti quelli di passaggio come me o in transito che in qualche modo passano per un pezzo del mio cuore.

A presto nuovi aggiornamenti sugli sviluppi del progetto, sulla mia vita e anche su #Italia2015 #indifferita. 

Baci a tutti&One Love

Madrid Alfonso Suarez-Barajas Airport waiting hall

domenica 29 marzo 2015

Grazie a tutt*

Ringraziando e riepilogando, il progetto di Ancora of Hope che seguo in questo momento dalla mia base a Nkawkaw è riuscito a ottenere qualche (importantissima) donazione senza raggiungere l'obiettivo di raccogliere $ 5,000 da almeno 40 donatori diversi in 12 giorni. In ogni caso il progetto "Build a School for 200 Street Children" continuerà a ricevere donazioni qui. Fintanto che il progetto riceverà almeno una donazione al mese e il report trimestrale dalla sottoscritta non verrà cancellato dalla piattaforma di Globalgiving. Quindi, come mi ha suggerito qualcuno, continuate a farci sentire i vostri gesti di amore e solidarietà per il Ghana, la mia casa in Africa!

Grazie a tutti i coraggiosi che hanno donato, anche quelli che l'hanno fatto in modo anonimo, sono supercuriosa ai fini statistici ma apprezzo tantissimo! Grazie in anticipo a tutti coloro che doneranno e dedicheranno un po' del loro tempo al nostro progetto, potete sempre scrivermi ovunque per ulteriori chiarimenti a proposito della raccolta fondi, il prossimo post programmato è sulla medicina tradizionale.

Vi ripropongo una foto che risale al giorno del mio compleanno in Ghana con Lisa, alla scuola dove prestavo il mio Servizio Volontario Europeo ad Accra, con Isaac nella nostra gita scolastica alle Shai Hills, del mio primo anno in Ghana quando è iniziato tutto e la recente di Adjei che dice "bankye" (cassava) insieme con i ragazz* della scuola. Grazie, vi amo

Ps.: Tra 6 giorni rientro (rientriamo) in Italia per qualche settimana, continuerò (continueremo) la raccolta fondi e parallelamente andrò (andremo) al matrimonio di un altro pezzo di cuore, quello del mio fratellino maggiore in Spagna. 
Siamo assolutamente e orgogliosamente una famiglia internazionale. Apresto&Baci&OneLove



lunedì 5 gennaio 2015

Più sette, from Ghana

Un post è dovuto a sette giorni dal mio ritorno in Ghana. È allo stesso tempo tutto uguale e tutto diverso. Dopo aver visto la neve due giorni prima di partire, aver ritardato il decollo ad Istanbul per lo stesso motivo e arrivare ad Accra alla sera, essere di nuovo avvolta dal vento caldo, dai ricordi, l'odore terribile dello smog, l'aeroporto, i saluti e gli abbracci come se il tempo non fosse passato mai. Accra è calda, bollente, è molto tardi quando arrivo in albergo e tra una chiacchierata e l'altra sprofondo nel sonno. I festeggiamenti per l'anno nuovo sono iniziati con un giorno in anticipo e ho passato tutto il giorno 31 a riprendere misura da un lato con un'atmosfera così familiare e dall'altro con lo stesso disorientamento di chi arriva per la prima volta in Africa. Comunque un disorientamento molto piacevole. I festeggiamenti e l'addio al 2014 in strada ad Osu. Poi verso la cittadina del progetto, Nkawkaw, qui a differenza di Accra e per fortuna, parlano poco inglese così ho parlato più twi in meno di una settimana qui che in un intero anno ad Accra, che da una serie di spunti per iniziative interessanti e divertenti chiacchierate. La stanza dove vivo è molto carina, così come le giovani signore e la miriade di bambini e ragazzini del vicinato. Ogni tanto manca la luce, prendo l'acqua dal pozzo e l'harmattan, un vento polveroso e caldo che viene dal Sahara, rende difficile la respirazione. Nonostante questo sono felice. A presto nuovi aggiornamenti sul procedere del progetto di Ancora ⚓️

 





mercoledì 22 maggio 2013

Vita in pillole

Eccomi. Siamo a metà settimana, la stagione delle piogge è alle porte. O almeno così dicono, perché il caldo a volte si rende insopportabile e se non c'è la corrente elettrica è ancora peggio visto che non puoi nemmeno attaccare la ventola. Alle 18 è già buio quindi, quando il sole ti abbandona, anche la batteria del tuo stupido iPhone non ti consente più di utilizzare la torcia, si passa ai rimedi di una volta. Una cena preparata e consumata a lume di candela. Insomma altri lontanissi tempi. Poi alla mattina leggi nell'espressione del volto dei bambini la gioia immensa solo per il fatto di esser lì. Beh è veramente una sensazione indescrivibile, ve lo dico già, quando tornerò tra un anno vi dirò: "Non potete capire", eccome se ve lo dirò, ed è così. Non riesco a spiegare quanto è bello vedere la felicità e la ricchezza d'animo degli altri, sentirli dire è meglio dare che ricevere, vedere i loro occhi sbalorditi quando gli dico che non prego prima di addormentarmi ma che al massimo leggo un libro qualsiasi. Al pomeriggio ho passato un paio d'ore imbottigliata nel traffico di Accra per andare a consegnare un application form in un palazzo spaziale vicino al Teatro Nazionale e mi sono vista dal pick-up le attività più disparate e interessanti, dalla vendita di frutta e verdura al barbiere di strada, dai vestiti usati accatastati sulle teste delle donne, che hanno un portamento talmente elegante da fare invidia a una qualsiasi modella delle sfilate parigine.



domenica 19 maggio 2013

INSIDE THE MOSKITO NET

Un bel progetto giappo-ispano-ghanese ha presentato la performance mercoledì sera all’Alliance Française, qui ad Accra. Uno spettacolo che fonde insieme musica, danza e pittura al fine di sensibilizzare il pubblico sul problema dei rifiuti da un lato, accompagnato dall’installazione di un’artista eccentrica costituita dagli imballaggi più disparati e qualche zanzariera volante.
Ok, siamo sempre lì, tutto ruota intorno alla modernità, alla mancanza di una cultura rivolta a salvaguardare la nostra madre Terra, alla produzione eccessiva e alla carenza di strumenti e mezzi adeguati. Per me, dover pagare all’ingresso l’irrisoria cifra di due euro per accedere a un simile evento mi è sembrata una presa in giro. Paradossalmente 5 cedi sono di già molto discriminanti. Il pubblico della serata era composto essenzialmente da occidentali trapiantati nella capitale ghanese, qualche cinese e i benestanti che vivono nelle ville pazzesche e super sorvegliate dei quartieri bene come Osu. Però è stato comunque interessate e stimolante perché ho conosciuto una ragazza spagnola e un brasiliano che insegnano le loro rispettive lingue madri alla University of Ghana nel sobborgo di Legon da più di qualche anno e che per i motivi più disparati si sono ritrovati qui. Due persone fantastiche con le quali ho condiviso per qualche ora pensieri, esperienze, una birretta e la voglia di rivederci per passare un’altra serata insieme e magari viaggiare il prossimo week-end. Non so bene se lo spettacolo abbia completamente incontrato le mie aspettative, perché è stato molto bello anche se io mi sono persa tutto il tempo a fotografare il pittore, cercando di fermare in uno scatto la sua stupenda espressività. Un altro mondo è la realtà in cui vivo, dove l’immondizia contamina le acque irrimediabilmente e le persone pescano da quei fiumiciattoli putridi. Per questo spero di poter organizzare qualcosa nei prossimi mesi, almeno per sensibilizzare la gente che ti guarda male se accendi una sigaretta ma accumula una quantità inaudita di rifiuti un giorno dopo l’altro. Non posso neanche condannarli, quando sono i nostri stessi governi a vendere i resti informatici in una zona ribattezzata Sodoma e Gomorra, appunto, dove la gente ricava il rame e brucia il resto per guadagnarsi da vivere. Comunque ho fatto un paio di foto discrete che vi lascio qui sotto.

domenica 5 maggio 2013

I primi giorni - Life

Al mio risveglio, il secondo giorno o il primo giorno di luce, ho fatto un’abbondante colazione con tè lipton, insalata mista con aggiunta di sgombro, pane e burro. Non male per iniziare la giornata, che si trasformerà in quattro ore di macchina per attraversare la città in senso est-ovest e raggiungere UPCO, conoscere le persone che mi accoglieranno per questo anno e sistemarmi nella mia camera. Non so come descrivere questa nuova realtà, ci ho pensato molto ma mi risulta abbastanza difficile. Mi parlano un po’ della storia dell’associazione, di quello che fanno e vado a fare un giro a Gbegbeyise, verso l’oceano con tre ragazzini molto simpatici e incuriositi. 

Gbegbeyise beach - Photo by R.
What's the Ocean?!
Diciamo che sono molto felice di essere qui. Faccio la cosa che mi riesce meglio, vivo in mezzo a una comunità molto svantaggiata, per usare un eufemismo. Non avevo bisogno di questo per capire quanto sono fortunata, ma mi serve sentirmi viva e utile a una qualche società. Il mio collega lettone non è ancora arrivato ma ho conosciuto un altro volontario, italiano, che passerà qui un paio di mesi. Viviamo insieme nella casa di una famiglia, ma le relazioni che intercorrono tra loro non le ho ancora capite, so solo che ci sono tanti bambini, due ragazzine e una coppia di adulti, a Wiabomam, uno degli slum nell’estrema periferia ovest di Accra.
Un posto in cui i paradossi quotidiani si incontrano, ho una stanza grande e semplice tipo quella che avevo una volta a Meknès. Una camera semplice ma confortevole. Mi faranno avere presto un armadio o scaffale per mettere i vestiti che per il momento rimangono nella valigia, e un tavolo/scrivania. Sono riuscita a montare la mia zanzariera, il mio unico timore è quello di prendere la malaria. Elettricità che va e viene e questo mi ricorda molto i tempi della mia vita a Damasco, che rimangono purtroppo un bellissimo e lontanissimo ricordo. C’è il bagno ma l’acqua corrente è un bene di lusso quindi se non c’è uso i secchi che riempio dal rubinetto appena fuori casa. Anche per questo motivo sto seriamente pensando di tagliare i capelli ma non ho ancora deciso.

CAS - Mamprobi
Poi mi forniranno una bici per spostarmi da dove abito all’UPCO, bello sì, ma la strada è di terra o meglio sabbia e devo attraversare una laguna piena di rifiuti da paura. Ho ancora poche sigarette, ma stavolta smetto veramente perché un anno qui sono almeno due o tre anni di fumo. E i ghanesi non fumano per niente e considerano il fumare un’azione di cattivo gusto. Quindi ho tutte le mie buone ragioni, finalmente.
In questi giorni ho visitato anche altre realtà associative che si occupano del recupero e dell’educazione dei bambini di strada, che ahimè, sono veramente tanti.
Mi diverto, ho mangiato qualche specialità ghanese, ho ricevuto qualche avvertimento come non camminare da sola, tutti si innamoreranno di te perché gli "obruni" sono considerati come un ATM ambulante e camminato al Makola Market nel centro di Accra, ovviamente accompagnata. Un posto dove puoi trovare qualsiasi cosa tu stia cercando. I bambini rientrano a scuola martedì dopo una settimana di vacanza, domani vedo la cerimonia dell’assegnazione del nome a un bambino di quattro settimane. 
Beh che dire, l’avventura è ufficialmente cominciata.

giovedì 2 maggio 2013

VCE-AMS-ACC

Qualche lacrima all’appuntamento con i saluti all’aeroporto Marco Polo, i messaggi che contano, controlli perfetti, il mio volo per Amsterdam in ritardo. Pazienza. Quando voli sempre a basso costo non ti rendi conto che il mondo viaggia. Poi prendi un volo KLM, vedi nitidamente la magica Venezia durante il decollo e ti ritrovi accanto un ragazzo che per due ore è costretto dal caso a stare accanto a te e leggere il suo spartito. Stava andando a suonare in una qualche città degli States. Io Accra, lui Boston. Atterro ad Amsterdam, gli auguro buon viaggio e mi dirigo di corsa all’uscita E17. Sembra un volo davvero grosso. Per l'aeroporto di Amsterdam Schipol controlli all’avanguardia e la voce che annuncia l’apertura del gate, invita i viaggiatori in economy a rimanere seduti. Volo vuoto? No, completamente pieno, tutti i circa 450 posti occupati. Sono infinite le ore che mi separano dalla capitale ghanese e non sono nemmeno vicina al finestrino. Inganno il tempo guardando “La vita di Pi”, ascoltando le ultime hit di Rihanna e scambiando qualche parola di circostanza con la mia vicina. Finalmente sono quasi ad Accra. Fuori mi aspetta Belinda e altre persone dello staff che conoscerò presto.
Appena scesa un vento fortissimo mi avvolge. Una sauna a cielo aperto. Corro al controllo passaporti, impronte digitali, recupero bagagli immediato con la valigia semirigida scucita e sul nastro sbagliato. Esco tra i vari “akwaaba” e “you’re welcome”. Incontro gli altri e prendiamo un cinese da asporto che non ha niente a che vedere con quello italiano. Lo mangerò nella villa di Belinda a Tema, una città ad est di Accra. Una casa molto bella che non aveva niente a che vedere con quello che avrei visto dopo. Mi sono messa a dormire sognando il ventaglio rosso che avevo comprato qualche estate fa a Màlaga.
A che ora la sveglia? Alle 5.30 di solito ma facciamo anche le 6.30 visto che è un po’ tardi (quasi l’una di notte). Mi addormento pensando solo al ventaglio e alla frase che mi hanno detto sul Ghana. Ti piacerà perché è il paese in cui tutti sono liberi di fare ciò che vogliono. Verificherò strada facendo.

mercoledì 24 aprile 2013

La connessione di tutte le cose (o vaneggi pre-partenza)

Arriva un giorno come tanti, uno qualsiasi. Accanto a me le solite voci, i sorrisi e i volti di sempre. Da una parte le vecchie e le nuove costanti della mia vita e dall’altra il cambiamento. Pensieri infiniti scorrono velocemente nella mia mente, fin dal mattino, forse già nel sogno o nel dormiveglia, sentimenti contrastanti si alternano inesorabilmente.
Fisicamente sono ancora a casa, alla mia partenza mancano solo sette giorni pieni. Pieni di saluti affettuosi, di momenti irripetibili che si creano ad-hoc per un’occasione come questa, di ansie non leggibili, di tranquillità apparente e di paura folle. 
Ho cercato di impegnarmi fino all’ultimo secondo per non sentire il distacco, ma con la mente e con lo spirito non sono più qui. Sono già ad Accra. E mi immagino il clima favorevole che andrò incontrando (anche se al mio arrivo ci sarà la stagione delle piogge), i trenta gradi, il rumore dell’oceano e del traffico cittadino, il suono distintivo dell’inglese africano e le lingue locali, i profumi e i volti, i bambini, il lavoro e tutto quanto di positivo si possa ricavare da quest’esperienza.
Sto partendo per una lunga serie di motivi, alcuni tra i più banali, altri tra i più profondi e radicati, anche se troppo noiosi per essere spiegati. Ma soprattutto perché adesso è il momento giusto. Almeno cerco di convincermene. Il quadro astrale è perfetto. Il mondo mi assiste. È tutto pronto.
Il mio passaporto è tornato da Roma con un visto rilasciato dall’ambasciata ghanese, i vaccini del caso sono stati fatti, ho un bel biglietto aereo con due bagagli da 23 kg dove dovrò far incastrare un anno della mia vita. Per prendermi sempre all’ultimo momento sono anche in anticipo. L’entusiasmo e l’energia sono dentro di me. Vado incontro a questa avventura con un sorriso, con la curiosità di sempre, la voglia di scoprire, fotografare, sognare ad occhi aperti, conoscere persone fantastiche e trovarmi dall’altra parte.