Greetings from SASO premises
"La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo ma ciò che siamo" Ferdinando Pessoa, dal libro “Il libro dell’inquietudine”
lunedì 16 dicembre 2013
giovedì 12 dicembre 2013
Dicembre
Caro Babbo Natale,
È passato un bel po' di tempo dalla mia ultima letterina. Così tanto che non mi ricordo più come si fa.
Passerò il mio Natale in un paese molto caldo, nel cuore dell'Africa Occidentale dove la gente non ha molto tempo per le decorazioni, i pranzi, le cene e gli auguri.
In effetti, non posso nemmeno dargli torto. Loro pensano a come sopravvivere al domani ed io a quanto sono triste perché non vedo alberi scintillanti, non sento il calore di casa dolce casa e dei pranzi in famiglia o con gli amici. Nonostante la 'solitudine' natalizia mi ritrovo comunque dall'altro lato ad essere felice per l'assenza di tutte queste tradizioni alla quale ero abituata fin dalla nascita. Perché in fondo è un giorno come tanti e se come per me quest'anno, succede che tutti sono disinteressati, mi adatterò anche a questo.
In realtà non resisterò ai fornelli allora oggi acquisterò qualche cibaria adatta al clima estivo e domattina presto mi cimenterò in cucina per gli amici e passerò il pomeriggio in spiaggia. Un Natale semplice e diverso, senza i fasti di sempre ma penso che possa andare bene anche così, stavolta. Buon Natale e buone feste a tutt*.
domenica 24 novembre 2013
Il mio 'ei fu' portatile
Non mi avevano mai rubato niente prima di giovedì notte. Mai. Però come sempre c'è una prima volta.
Il problema è che insieme al portatile mi hanno rubato un lungo pezzo di vita in documenti, immagini, pensieri di viaggio, racconti, la musica più bella. Tutto è sparito, in un batterdocchio qualcuno, per guadagnarci qualcosina si è intrufolato nella stanza del mio 'ragazzo' e puff, sparito. Non ci guadagneranno granché perché il mio computer conserva un sacco di memorie ma è talmente malridotto che non oso immaginare quanti pochi cedi possa valere. E questo mi mette ancora più amarezza.
In ogni caso ha accompagnato la mia vita, ma non so bene se essere arrabbiata, delusa, felice di acquistarne uno nuovo al mio ritorno.
Questo post è solo informativo per chiunque abbia alcune delle mie foto è altamente pregato di conservarle fino al mio rientro in Italia, inviarle via e-mail, condividerle in una delle piattaforme web. Ovviamente ho un HD esterno ma sembra non funzionare bene = nessun altro computer riesce a leggerlo. Allora conservate.
Ah, ho realizzato che la profezia del cucchiaio è più verosimilmente una maledizione. Prego quindi tutti i miei amici streghe e stregoni di unire le loro forze e far sì che la maledizione si annulli ASAP.
mercoledì 6 novembre 2013
Verso nord - immagini
mercoledì 23 ottobre 2013
Da Ada Foah
Lo scorso fine settimana ho visitato un villaggio molto interessante, Ada Foah, sulla foce del fiume Volta che dista un paio di ore da Accra in direzione est. Una volta raggiunto il villaggio ci sono due modi (comodi) per raggiungere l’estuario del fiume e alloggiare in uno dei campi/resort costruiti in riva al fiume. Il primo è prendere un mototaxi dalla stazione al villaggio e passeggiare per una decina di minuti oppure prendere un’imbarcazione variabile per forma e dimensioni.
Raggiunto l’estuario non vi dico l’emozione provata nel vedere un paesaggio così tropicale e rilassante allo stesso tempo, un orizzonte fantastico che dopo tutte le paranoie sulla malaria ha fatto bene agli occhi e al cuore.
Finalmente ho cominciato a viaggiare seriamente, adesso che ho ripetuto il test e se n’è andata ufficialmente, a sognare in modo abbastanza concreto tutti i luoghi che vorrei visitare prima della fine di quest’esperienza, facilitata anche dalla presenza di una simpatica ragazza tedesca con cui ho iniziato a pianificare le settimane a venire.
Il prossimo programma si presenta un po’ impegnativo ovvero la rotta verso nord via Lago Volta e villaggi sperduti. Vi darò un resoconto appena l’impresa sarà compiuta. Grazie al break ‘autunnale’ dei bimbi mi concederò questo viaggio on the road per sette giorni in giro per il Ghana sulla via degli elefanti. Intanto vi lascio le foto dello scorso weekend. Baci a tutti.
Raggiunto l’estuario non vi dico l’emozione provata nel vedere un paesaggio così tropicale e rilassante allo stesso tempo, un orizzonte fantastico che dopo tutte le paranoie sulla malaria ha fatto bene agli occhi e al cuore.
Finalmente ho cominciato a viaggiare seriamente, adesso che ho ripetuto il test e se n’è andata ufficialmente, a sognare in modo abbastanza concreto tutti i luoghi che vorrei visitare prima della fine di quest’esperienza, facilitata anche dalla presenza di una simpatica ragazza tedesca con cui ho iniziato a pianificare le settimane a venire.
Il prossimo programma si presenta un po’ impegnativo ovvero la rotta verso nord via Lago Volta e villaggi sperduti. Vi darò un resoconto appena l’impresa sarà compiuta. Grazie al break ‘autunnale’ dei bimbi mi concederò questo viaggio on the road per sette giorni in giro per il Ghana sulla via degli elefanti. Intanto vi lascio le foto dello scorso weekend. Baci a tutti.
mercoledì 9 ottobre 2013
Dieci comandamenti, come assicurarsi la malaria
E non solo. Una lunga, lunghissima giornata in un ospedale ghanese. Molto semplice:
1. Dormire senza zanzariera;
2. Dormire senza ventilatore;
3. Uscire a sera tarda;
4. Non coprirsi;
5. Non usare alcun tipo di repellente;
6. Vestire abiti scuri;
7. Lasciare finestre e porte aperte;
8. Dimenticare la profilassi;
9. Seguire una dieta poco equilibrata;
10. Il caso.
Ecco se volete prendervi la malaria, basta che seguiate queste semplici regole quando vi trovate a viaggiare in un paese tropicale dove questa terribile malattia è endemica (quasi tutta l’Africa Subsahariana, l’America Latina e qualche paese asiatico), considerare che ancora oggi è una delle maggiori cause di morte al mondo, colpendo poco meno di due milioni di persone all’anno, soprattutto bambini.
Io ho seguito letteralmente queste regole, non da subito ma nell’ultimo mese ho iniziato a viverla più tranquillamente, ho tolto la zanzariera perché mi sentivo soffocare, ho usato sempre meno i repellenti, ho dimenticato un paio di volte il Lariam.
Dopo aver passato la notte scorsa insonne a causa della febbre, stamattina mi sono diretta all’ospedale per gli accertamenti del caso ed ecco qua la malaria è arrivata.
Comunque sto già meglio, seguo la cura e speriamo passi presto.
1. Dormire senza zanzariera;
2. Dormire senza ventilatore;
3. Uscire a sera tarda;
4. Non coprirsi;
5. Non usare alcun tipo di repellente;
6. Vestire abiti scuri;
7. Lasciare finestre e porte aperte;
8. Dimenticare la profilassi;
9. Seguire una dieta poco equilibrata;
10. Il caso.
Ecco se volete prendervi la malaria, basta che seguiate queste semplici regole quando vi trovate a viaggiare in un paese tropicale dove questa terribile malattia è endemica (quasi tutta l’Africa Subsahariana, l’America Latina e qualche paese asiatico), considerare che ancora oggi è una delle maggiori cause di morte al mondo, colpendo poco meno di due milioni di persone all’anno, soprattutto bambini.
Io ho seguito letteralmente queste regole, non da subito ma nell’ultimo mese ho iniziato a viverla più tranquillamente, ho tolto la zanzariera perché mi sentivo soffocare, ho usato sempre meno i repellenti, ho dimenticato un paio di volte il Lariam.
Dopo aver passato la notte scorsa insonne a causa della febbre, stamattina mi sono diretta all’ospedale per gli accertamenti del caso ed ecco qua la malaria è arrivata.
Comunque sto già meglio, seguo la cura e speriamo passi presto.
martedì 8 ottobre 2013
West Coast - Viajando
Stavo pensando da tempo a un weekend in solitaria. Perché sentivo il bisogno di stare un po' da sola, allontanarmi dalla realtà circostante e fare le cose che faccio sempre come rilassarmi davanti a un panorama paradisiaco, leggere un buon libro senza essere disturbata dai bambini urlanti, ascoltare la mia musica preferita, scattare qualche foto, fare una nuotata nell'Oceano dove le acque sono relativamente calme, mangiare cibo continentale.
In una sola parola: oziare.
In una sola parola: oziare.
Avevo quindi pianificato di partire venerdì mattina presto e passare due notti in un piccolo villaggio, Busua, che dista circa 250 km da Accra. Voi direte, non tantissimo, in effetti no. Ma viaggiando con gli economici mezzi pubblici, il mio viaggio prova per andare tra qualche settimana al Mole National Park (a circa 700 km in direzione nord), si è trasformato in un'interessante odissea di sette ore, completamente appagate dalla vista del meraviglioso villaggio.
Alla fine non ho viaggiato da sola, una giovane volontaria tedesca arrivata il giorno prima ha deciso (non che avesse molta scelta) di unirsi a me, quindi ho dovuto rivedere il mio piano iniziale e tornare per una giornata a Cape Coast e rivedere il Castello.
Comunque è stato un fine settimana piacevole, penso di poter affrontare le 15 ore e più di viaggio che mi separano dagli elefanti, sono ritornata in una soleggiata Cape Coast a differenza dell'altra volta, non ho letto, ma ho fatto qualche bella nuotata nell'oceano prima e in piscina poi quindi posso ritenermi soddisfatta anche se al mio rientro un raffreddore tremendo mi ha colto di sorpresa e sto cercando di curarlo in qualche modo. Vi lascio le foto.
| Busua - West Seashore |
| Busua - Attività mattutine 1 |
| Busua - Attività mattutine 2 - mi scusassero gli animalisti |
| Busua |
| Cape Coast - Castle |
| Cape Coast - View from the Castle 1 |
| Cape Coast - View from the Castle 2 |
| Cape Coast - Fishing Harbour |
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