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martedì 8 ottobre 2013

West Coast - Viajando

Stavo pensando da tempo a un weekend in solitaria. Perché sentivo il bisogno di stare un po' da sola, allontanarmi dalla realtà circostante e fare le cose che faccio sempre come rilassarmi davanti a un panorama paradisiaco, leggere un buon libro senza essere disturbata dai bambini urlanti, ascoltare la mia musica preferita, scattare qualche foto, fare una nuotata nell'Oceano dove le acque sono relativamente calme, mangiare cibo continentale.
In una sola parola: oziare. 
Avevo quindi pianificato di partire venerdì mattina presto e passare due notti in un piccolo villaggio, Busua, che dista circa 250 km da Accra. Voi direte, non tantissimo, in effetti no. Ma viaggiando con gli economici mezzi pubblici, il mio viaggio prova per andare tra qualche settimana al Mole National Park (a circa 700 km in direzione nord), si è trasformato in un'interessante odissea di sette ore, completamente appagate dalla vista del meraviglioso villaggio. 
Alla fine non ho viaggiato da sola, una giovane volontaria tedesca arrivata il giorno prima ha deciso (non che avesse molta scelta) di unirsi a me, quindi ho dovuto rivedere il mio piano iniziale e tornare per una giornata a Cape Coast e rivedere il Castello.
Comunque è stato un fine settimana piacevole, penso di poter affrontare le 15 ore e più di viaggio che mi separano dagli elefanti, sono ritornata in una soleggiata Cape Coast a differenza dell'altra volta, non ho letto, ma ho fatto qualche bella nuotata nell'oceano prima e in piscina poi quindi posso ritenermi soddisfatta anche se al mio rientro un raffreddore tremendo mi  ha colto di sorpresa e sto cercando di curarlo in qualche modo. Vi lascio le foto.

Busua - West Seashore
Busua - Attività mattutine 1
Busua - Attività mattutine 2 - mi scusassero gli animalisti
Busua
Cape Coast - Castle
Cape Coast - View from the Castle 1
Cape Coast - View from the Castle 2
Cape Coast - Fishing Harbour


sabato 28 settembre 2013

La profezia del cucchiaio - parte prima

Lo sapete, sono sempre stata un po’ scaramantica. Dico un po’ perché è qualcosa che va e viene nel tempo e nello spazio a seconda delle circostanze. Allo stesso tempo sono sempre molto attenta ai segnali che raccolgo ogni secondo della mia vita, materiali o immateriali, più o meno paranormali.
Potete pure farvi una mezza risata e pensare a quanto possa essere potenzialmente folle però questa dei cucchiai ve la devo proprio raccontare e magari potete provare a interpretare questo segnale con me.

- Uno dei tanti -
 Prima però dovete sapere che per la natura della cucina ghanese, la maggioranza dei cibi si mangia con le mani o con il cucchiaio, qualsiasi cosa sia: riso, spaghetti o uova. Molti locali mi hanno detto che hanno imparato ad usare la forchetta da adulti. So che suona un po’ strano ma è così.
Da quando sono arrivata il cucchiaio è stato il segnale predominante, quello costante al quale ho iniziato a prestare attenzione subito anche se non ci ho dato così tanta importanza.
Cucchiai ovunque, per strada, nei parcheggi, nelle pozzanghere, sulla spiaggia, e non riesco a spiegarmi il perché. Qualche volta, quando non avevo troppe persone intorno mi sono chinata a raccoglierli. So che non si fa ma a casa le posate scarseggiano sempre, soprattutto perché nessuno ha mai voglia di lavarle ma ora grazie alla mia raccolta abbiamo circa tre forchette e una decina di cucchiai. Un numero quasi decente.
Sembra difficile da immaginare ma parlo di una quantità immensa di cucchiai sparsi per terra, lasciati così al loro destino. Ho provato a indagare sulla questione pensando che potesse esserci una ragione culturale o tradizionale alla base di ciò. Niente. Il caso.
Ieri, durante il mio rientro ondeggiante al villaggio con il tro-tro ne ho visti due, senza averne prima raccolto uno nei pressi di Las Palmas (il ristorante-fast-food vicino all’ong). A quel punto mi si è accesa una scintilla. I cucchiai sono un segnale concreto per qualcosa che verrà. Cosa, ancora non lo so, ma nelle prossime puntate cercherò di delinearlo meglio. Poi vi farò sapere.

martedì 24 settembre 2013

Impressioni di un settembre inoltrato..

Settembre è stato un mese parzialmente anomalo, il mio quinto mese in Ghana è volato, né più né meno di tutti gli altri certo, però mai come adesso mi sono resa conto di come il tempo passi tremendamente in fretta.
Vero è che manca ancora tanto tempo alla fine di questa mia esperienza africana, ma grazie ad oltre una settimana di light-out ho potuto riflettere parecchio a quello che sarò dopo questi 365 giorni. 
In realtà le possibilità che si prospettano all'orizzonte sono due, forse tre. 
La prima è quella di tornare in Italia, cercando di rientrare alla vita di sempre senza troppi shock culturali, architettonici, fisici e sentimentali, ovviamente un background decisamente arrichito, tanti bei ricordi e racconti esaltanti, i mille sorrisi quotidiani incontrati nella terra dei bambini e le impressioni di viaggio. Ipotesi n. 1: scartata. Anche se un caro amico mi ha fatto ricordare tutto quello che mi perderò.
La seconda e non ultima è quella di continuare il giro del mondo, ma suona un po' troppo fantastica anche per un'eterna sognatrice come me.
La terza, quella che al momento sembra la più probabile ma non è ancora confermata, un'idea bizzarra che mi sono messa in testa in questo settembre insolito potrebbe essere quella di rientrare nel bel Paese nella notte tra il 30 aprile e 1 maggio 2014 per qualche mese, variabile da due a cinque, per poi ritornare qui, in Ghana, ad Accra almeno per qualche anno. Perché? Non lo so, ma con tutte le contraddizioni del caso mi sembra di stare abbastanza bene qui e che possa essere un altro buon punto di partenza. In realtà questa ipotesi potrebbe realizzarsi o morire per sempre tra qualche settimana ma intanto mi piace pensare che sarà così. 
Anche adesso che piove intensamente da un paio di giorni non mi sembra poi così male. Quindi in linea ipotetica potrei anche viverci. Magari queste ipotesi sono tutte dettate dall'aria di settembre e da una mente un po' folle ma come sapete mi piace condividere.

venerdì 13 settembre 2013

Io sto con i coccodrilli

On-arrival training organizzato da domenica a giovedì in un complesso un po’ datato poco distante da Cape Coast sulla strada per il Kakum National Park, l'Hans Cottage Botel, il tutto circondato da flora e fauna rigogliosa, a volte indecifrabile, e una quantità non precisata di coccodrilli, una dozzina circa, propriamente alimentati che popolano la zona semipaludosa sulla quale l’intero complesso è costruito.
Annessa un’inaspettata sorpresa: la tanto sognata piscina che mi ha permesso di fare la bella nuotata tanto desiderata. Non ho molto da scrivere perché con tutti i pro e i contro del caso il training è stato a tratti molto interessante e a volte parecchio noioso, denso di luoghi comuni e istruzioni sulla sicurezza, alimentazione e salute che potevano esserci ben risparmiate a oltre quattro mesi dall’arrivo. Per il resto, almeno ho potuto passare del tempo con le altre due simpatiche volontarie coinvolte nello stesso progetto in Ghana per un’altra organizzazione e condividere con loro esperienze, dubbi, risate e resoconti di viaggio.
Ancora una volta niente visita al parco a causa della solita pioggia tropicale, quindi il resto del empo è dedicato al completo relax tra una nuotata in piscina e l'altra. Non so come dire che quasi sentivo la mancanza del villaggio. La vita è assura a volte. Vi lascio anche qualche foto descrittiva.





lunedì 26 agosto 2013

Esplorando..

Mai come in questi mesi ho sognato di concedermi una giornata al mare. In realtà abito in spiaggia, il problema è che non è propriamente uguale a come ce la immaginiamo. Puoi andarci per fare una corsetta o una bella passeggiata (prima del tramonto), osservare l'immensità dell'oceano che non ha fine, respirare un po' di arietta fresca o bere qualcosina al chioschetto di Natty. Niente bagno, le correnti sono troppo pericolose qui e il rischio di farsi trascinare via è all'ordine del secondo.
Allora per qualche tempo ho cercato di sondare il terreno, i locals dicono che poco distante da casa in linea d'aria circa una decina di chilometri c'è un bella spiagga, ben frequentata, tranquilla e pulita, ah e si può entrare in acqua, Bojo Beach.
Sabato, dopo aver rinunciato a qualche giorno fuori porta con le volontarie tedesche un po' perché non ero perfettamente convinta, un po' perché volevo passare il weekend con il mio uomo ecc., ho deciso che sarei andata al mare, a fare un bel bagno rigenerante.
Mi sono incamminata con Janis intorno a mezzogiorno. Una bella passeggiata di cinquanta minuti lungo il bagnasciuga attraversando strani villaggi di pescatori, una sorta di laguna/palude incontaminata e villaggi remoti, tipo dimenticati da dio.
La scelta di dirigersi verso ovest è stata assolutamente azzeccata, una manciata di ore all'aria aperta, qualche birretta, un bel piatto di riso e pollo ben cotto (anche se decisamente molto rincarato), insomma non avrei potuto chiedere di meglio. L'acqua dell' oceano è talmente fredda (forse è solo un'impressione) e salatissima. Alle spalle un fiume navigabile, dei bellissimi palmeti e le colline che riempiono l'orizzonte.
Sulla via del rientro, all'interno dei villaggi di frasche che vivono solo di pesca, mi sono dovuta confrontare con le amare riflessioni sulla modernità e sulle semplici cose che abbiamo sempre a disposizione ma non sono per tutti scontate. Come una connessione a internet o la corrente elettrica.
Domenica mi sono concessa un pranzo nel mio ristorante vegetariano preferito in compagnia dei soliti amici e qualche new entries per poi rientrare nel villaggio verso sera, fare due chiacchiere al chioschetto con una birra condivisa e prepararsi per la settimana a venire.

Fana - Abitazioni

giovedì 8 agosto 2013

Senza titolo, solo emozioni

Inizialmente questo non voleva essere un post, i suoi contenuti sono strettamente personali ma ho deciso di condividere comunque qualche pensiero. A tal proposito avevo messo giù qualche riga sul mio diario cartaceo, dove annoto anche altre cose.
Il mio secondo giorno in Ghana è cominciato tutto, quando per qualche secondo ho incrociato il suo sguardo al momento delle presentazioni. Poi non ci ho più dato attenzione perché troppo presa dalla novità del posto, dalle nuove amicizie, il lavoro, altri incontri, eccetera. Poi gradualmente abbiamo imparato a conoscerci e ad uscire qualche volta insieme grazie ad appuntamenti mascherati da altro.
Quindi ho solo cominciato a considerarlo come un amico speciale, un confidente e se volete un punto di riferimento per risolvere la miriade di problemi che di tanto in tanto mi trovavo ad affrontare.
Dopo qualche tempo la nostra conoscenza ha iniziato a farsi più stretta, fino a quando lui è diventato l’unica cosa a cui potessi pensare. Per inciso, mi sono disintossicata, non penso più a quello che mi sono lasciata alle spalle in Italia, il mio zahir è svanito lentamente senza lasciare traccia.
Quindi ancora un paio di uscite con l’uomo, poi come sapete una cosa tira l’altra e non mi sono nemmeno resa conto che il mio cuore ricominciava a battere come non faceva da tempo. L’altra sera finalmente si è deciso, abbiamo dormito insieme, condiviso una serie di emozioni intense fino a mattina inoltrata, poi per la prima volta sono sgattaiolata fuori di casa come una ladra col timore di incontrare uno dei membri della mia famiglia  e che mi incastrasse con uno dei loro interrogatori. Qui la privicy non è contemplata. Ma per tutelarmi e tutelarlo non menzionerò nomi, anche se chi doveva conoscerlo ha ricevuto la sua foto privatamente. In ogni caso sono felice davvero, non avevo previsto tutto questo anzi era ben lungi da me e adesso mentre scrivo questo post mi rendo conto di essere parecchio confusa. Ok, tutto può succedere. Sempre.

lunedì 5 agosto 2013

Agosto non ti riconosco..

Agosto (Osanaa in Twi) è appena cominciato, uno dei mesi più belli dell’anno, forse il migliore. Perché il sole splende alto nel cielo e scalda le nostre giornate, per tutte quelle volte che abbiamo desiderato andare in vacanza e finalmente sono arrivate le tanto sognate ferie, le serate che non finiscono prima dell’alba, le storielle di una notte di mezza estate, le chiacchiere infinite e le giornate al mare.
Quest’anno il mio agosto è un po’ diverso, l’anno scorso a quest’ora il countdown per il mio viaggio in Marocco era quasi alla fine. Stavolta niente capatina estiva in Maghrib, le mie giornate trascorrono inesorabilmente scandite dai minuti che passano senza lasciare traccia alcuna, dai pettegolezzi generati da uno sguardo o una parola di troppo, dal lavoro in ufficio e nella scuola, dalle nuove idee o da nuovi incontri.
Sto frequentando un corso interessante che mi porterà via tre sabati in “NGOs project management”, la prossima settimana inizierà anche il festival della popolazione Ga in James Town, indubbiamente il quartiere più scenico e affascinante di tutta Accra, per la strana atmosfera che si respira quando ci passeggi, per i piccoli mercati, gli edifici dell’epoca coloniale, i colori e gli odori intensi. Comunque ve lo racconterò.
I giovani volontari olandesi si preparano a partire, fortunatamente la casa si svuota di nuovo ma la cosa non mi dispiace particolarmente perché ho realizzato che non ho più l’età per stare appresso ai problemi degli altri e che condividere la tua quotidianità con meno persone possibile non è poi così male.
Cos’altro, la settimana che mi lascio alle spalle è stata per certi versi molto divertente, ho riprovato la sensazione quasi piacevole di dormire solo tre ore dopo che ho dato un party per pochi eletti nella mia stanza, che come sempre è terminato con una performance della sottoscritta, una di quelle che capitano solo ad agosto. Diciamo che il giorno dopo mi sono vergognata a guardare in faccia i miei ospiti per l’innumerevole quantità di sciocchezze che sono riuscita a dire in tre orette. A tratti invece molto stressante per piccole beghe lavorative che mi porteranno a indire un meeting domani creato per mettere i puntini sulle i e indirizzare i colleghi sulla giusta via.
Insomma, niente di nuovo, o almeno così sembra. Oggi solo noiosissimo lavoro d'ufficio con tanto di centinaia di fotocopie per gli esami degli alunni che sono iniziati oggi, ma spero di combinare qualcosa di buono nei prossimi giorni. Buona settimana a tutti e buone ferie!

Dreaming Marrakech